Le Stanze della Memoria

MOSTRA FOTOGRAFICA di Ninì Candela

2 agosto 2014 Craco, Monastero di San Pietro

Nell’ottica della costante ricerca e del recupero delle fonti documentarie ed iconografiche legate all’abitato di Craco, il lavoro di Ninì Candela rappresenta un importante tassello che va ad arricchire l’archivio della memoria dell’identità culturale del paese fantasma. Organizzata dal Comune di Craco con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo – Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata e la collaborazione di Craco Ricerche srl, la mostra è stata curata da Donato Pafundi per IANUS srl. Le immagini di Craco esposte risalgono agli anni ’80. Appena in tempo per riprendere gli ultimi panni stesi al sole e le poche persone che si attardavano a chiacchierare al muro della piazzetta o a coltivare piccoli orti in vasi di fortuna. Appena in tempo per catturare dai soffitti affrescati il volo delle ultime rondini o gli sbuffi di vapore di un trenino da fiaba. Appena in tempo per accostare e sovrapporre infinite combinazioni di gialli, azzurri e rosa alla maniera di un certo espressionismo. C’era il desiderio di ricostruire la vita di queste stanze abbandonate, di riempire i silenzi della mente con voci, passi e profumi di cibi sospesi nel vuoto.Erano sufficienti piccoli indizi: i contorni sbiaditi della sagoma di un armadietto su un muro, un frammento di carta da parato, un vecchio interruttore di ceramica, piccoli oggetti del quotidiano. Oggi, gli stessi luoghi appaiono profondamente modificati: alterate le pitture murali, pressoché scomparsi i decori, precarie le strutture. Come spesso accade nella fotografia, quella che inizialmente voleva essere esperienza tutta personale nel mondo dell’immaginazione e del colore è diventata, al di là di ogni intenzione, la dolorosa testimonianza di un patrimonio fragile che rischia di scomparire.
Queste immagini custodiscono un dettaglio della sua memoria.

Biografia dell’autore

Ninì Candela, nato a Ferrandina (MT), vive a Brescia dove ha esercitato la professione di medico. Viaggiatore avventuroso da sempre, ha girato sin dagli anni ’70 il continente asiatico, restituendo per immagini le suggestioni di un luogo dell’anima, incluse nelle mostre “Kurdistan, il paese che non c’è” (2010), “Cina, non solo gambe” (2011), “Io leggo tu leggi” (2012).

 

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